Sono queste le domande che rimbalzano sui giornali ogni volta che si scopre qualche irregolarità in un acquedotto. Messe così, appaiono domande angoscianti, che lasciano temere il peggio per una materia prima di cui non possiamo assolutamente fare a meno. Eppure basta informarsi per scoprire che l’acqua pubblica è uno dei settori più vigilati, monitorati e controllati. A garantirne la qualità sono le migliaia di verifiche effettuate ogni anno dalle Asl, dal sistema Arpa (Agenzie regionali protezione e ambiente) e dai gestori del servizio idrico utilizzando le decine di parametri previsti dalle normative in vigore.

Il numero dei controlli è disciplinato per legge e dipende “dal volume di acqua distribuito, dalla lunghezza e dalla complessità dell’acquedotto”.

Tanto per fare un esempio, le analisi eseguite dalle società di gestione nell’arco di un anno a Roma e in Puglia sono 250 mila, nella province di Milano, Paviae Lodi 350 mila.

E qui si arriva subito a uno dei nodi di polemica tra i due mondi che si dividono la gestione dell’oro blu: l’acqua del rubinetto e l’acqua in bottiglia. I gestori dell’acqua pubblica sottolineano che, a fronte della meticolosa catena di controlli obbligatori negli acquedotti, per la minerale “le prescrizioni normative prevedono la realizzazione di una sola analisi all’anno (decreto 29 dicembre 2003, articolo 3) da parte dei soggetti titolari della concessione, che viene inviata al Ministero della Salute assieme a un’autocertificazione relativa al mantenimento delle caratteristiche delle acque”.

Sull’altro versante, quello delle aziende che imbottigliano l’acqua, si ribatte facendo notare che: “la minerale è per definizione acqua che proviene da una sorgente sotterranea microbiologicamente sana, protetta contro i rischi d’inquinamento e di contaminazione in un perimetro di protezione determinato per legge; non è mai trattata; non può ricevere alcuna aggiunta salvo quella di gas carbonico proveniente dalla stessa fonte; la sua composizione deve restare stabile nel tempo ed essere indicata nell’etichetta”. I controlli qualità delle stesse imprese inoltre verificano l’acqua a campione quotidianamente.

 

(FONTE: Acqua di casa mia – Dossier per un consumo consapevole e sostenibile)